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Controfase

#11: “C’era una volta” – la polizia e i sistemi ALPRs

Nell’ambito del marketing il termine tracciamento è una parola utilizzata quotidianamente.

Tracciare una persona significa delineare, mappare tutte le azioni che compie, ad esempio, all’interno di un sito o di un social.

Ma ‘tracciare’ non si riduce solo a questo; secondo me infatti diventa importante considerare tale verbo anche all’interno di altri contesti in cui determinate azioni vengono compiute da istituzioni e/o autorità per poter avere più informazioni possibili.

La storia che racconto oggi è ambientata nel paese che è – quasi per tutti – il simbolo di libertà assoluta: mi sto riferendo agli Stati Uniti.

Con il crollo delle Torri Gemelle avvenuto nel 2001, la polizia di NY ha dato il via ad attività di spionaggio finalizzate alla protezione della comunità dai pericoli generati dal terrorismo.

Per fare ciò sono state messe in atto delle azioni di sorveglianza che hanno riguardato soprattutto la comunità musulmana.

La polizia ha utilizzato degli agenti chiamati “mosque crawlers”, ovvero investigatori in borghese che avevano il compito di inserirsi tra la folla.

Ma quali erano le loro mansioni in concreto?

  • fare delle postazioni durante le quali scattare foto, mappare e creare gli elenchi delle etnie che entravano nelle moschee per andare a pregare;
  • infiltrarsi nei quartieri musulmani per osservare la quotidianità delle persone che li frequentavano;
  • infiltrarsi nelle università per osservare le abitudini degli studenti musulmani e navigare sui loro profili.

A supporto del loro lavoro la polizia di NY ha montato sui pali della luce, delle telecamere che riprendevano il traffico nella zona delle moschee e ha fatto circolare questi poliziotti con delle automobili anonime.

Tali automobili non svolgevano e non svolgono solo una funzione logistica ma posseggono lettori automatici di targhe che registrano ogni auto che circola (all’insaputa delle persone).

Nel nostro caso era la comunità musulmana che non sapeva né sospettavano di essere registrata o fotografata dai veicoli.

La comunità musulmana però non è rimasta immobile davanti a tutto questo: nel 2006, nel New Jersey, la polizia decise di monitorare la moschea Masjid Omar. Non c’era alcuna ragione oggettiva o valida per fare questo tipo di investigazione; non erano presenti possibili sospettati, ma per la polizia tutti potevano essere dei possibili sospettati.

Gli investigatori dovevano comunque fotografare, filmare i partecipanti e registrare le targhe.

Da questo episodio nacque una denuncia contro il dipartimento di polizia di NY.  La causa prese il nome di Hassan v. City of New York

Quali furono le reazioni dei denunciati? Il dipartimento di polizia – rappresentato al tempo da Paul Browne – negò l’esistenza di un’unità investigativa segreta che monitorava la vita quotidiana nelle comunità musulmane.

L’allora sindaco di NY – Michael Bloomberg – sembra che si rifiutò di rispondere alle domande dei giornalisti sulle attività ‘nascoste’ della polizia di New York.

§ La sorveglianza stradale §

Le forze dell’ordine americane utilizzano da anni un vasto sistema di sorveglianza dei cittadini, composto da numerose tecnologie. Una di queste è appunto la ALPRs (Automated License Plate Readers) ovvero lettori di targhe automatizzati composti da telecamere collegate a computer.

Gli ALPRs possono essere di tre tipi:

Telecamera fissa
Telecamera mobile
Rimorchi

La polizia a volte camuffa gli ALPR come oggetti, come coni stradali o cactus.

§ Quali tipi di dati acquisiscono le ALPRs? §

Principalmente raccolgono:

  • numeri di targa
  • dati sulla posizione 
  • data e ora esatte in cui è stata rilevata la targa
  • marca e modello del veicolo

Alcuni prodotti hanno anche la possibilità di registrare il colore dell’auto, eventuali danni ed eventuali adesivi attaccati alla carrozzeria.

§ Dove vanno a finire questi dati e chi li gestisce? §

Questi dati vengono caricati su dei database che possono essere gestiti o dalla polizia stessa oppure da società private.

La polizia può scegliere se condividere queste informazioni con terzi e nel caso in cui un dipartimento non sia in possesso di uno strumento ALPR, può comunque consultare il database di un altro dipartimento usando le reti di condivisione regionali.

I dati possono restare in archivio per molto tempo, almeno per cinque anni. 

§ Come vengono usate concretamente le telecamere? §

Questo video in time-lapse, presente sul canale della EFF mostra la raccolta di dati di otto giorni da parte dei lettori automatici di targhe di Oakland.

Si parla di 63 mila targhe scansionate in 8 giorni. Ogni punto rosso che vedrete è una targa catturata da una telecamera montata su un veicolo della polizia di Oakland.

§ La combinazione dei dati §

Dovremmo quindi porci delle domande sull’uso che viene fatto dei nostri dati e sui luoghi, oggetti in cui si trovano gli strumenti che servono per tracciare?

I dati che vengono raccolti da queste telecamere non sono solo numeri privi di significato. Sono pezzi di un puzzle che viene composto se si combinano tra loro proprio questi numeri.

E’ proprio la combinazione dei dati che enfatizza e aumenta il loro ‘potere’. E questo vale per tutti gli ambiti in cui ci siano dei dati di mezzo. Sia per questo esempio, dove si parla di sorveglianza stradale, sia nel caso del marketing.

Come si apprende dal sito della EFF, se ad esempio viene conservata in archivio una determinata targa che è passata in un determinato luogo e viene combinata velocità e direzione, si può dedurre il viaggio storico del veicolo e se l’autista vive o lavora nelle vicinanze.

Se ad esempio applichiamo degli algoritmi predittivi a questi dati, i sistemi possono mostrare schemi di viaggi regolari e possono arrivare a prevedere dove potrebbe trovarsi un conducente in futuro.

§ Rischi e Benefici dell’ALPRs §

Oggi se ci viene rubata l’auto, se troviamo la carrozzeria rovinata, la tecnologia (e la polizia) potranno aiutarci a risalire al colpevole poiché tutto è praticamente mappato.

Ci sono quindi diversi vantaggi se pensiamo a questa tecnologia, ma il problema è l’abuso, l’uso sproporzionato che se ne fa come nel caso della polizia di NY per quanto riguarda la storia delle moschee raccontata sopra.

In Italia la tematica della sorveglianza stradale si può inserire all’interno del progetto Smart Road (progetto dell’ANAS https://www.stradeanas.it/it/smartroad ) volto a digitalizzare tutte le strade ed autostradale con l’obiettivo di:

“…dotare il Paese di una rete stradale efficiente, in progressivo miglioramento e aperta alle nuove sfide del futuro: dall’alimentazione elettrica alla guida assistita e oltre, come nel caso dei veicoli a guida autonoma.”

Nel progetto viene incluso proprio il ‘ Controllo del traffico attraverso la rilevazione e previsione del traffico, le prescrizioni sulla circolazione, la gestione della segnaletica dinamica.’


C’è una linea sottile tra la risoluzione di problematiche per merito della tecnologia digitale e la creazione di nuove problematiche sempre a causa del digitale.

Ogni cambiamento comporta una trasformazione ed è giusto che ognuno si faccia una sua opinione. L’importante a mio parere è riflettere e porsi delle domande.

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