L’evento ‘No purpose, no party’ che si è svolto alla Triennale di Milano lo scorso primo marzo è stato ricco di informazioni e di spunti per i quali ringrazio Ipsos Italia, Paolo Iabichino e tutti i civic brands che si sono raccontati.
📝 Cosa mi sono portata a casa?
📌 Le persone si aspettano che i brand prendano posizione per quanto riguarda le tematiche (politiche, sociali, ecc…) più sentite.
Questo, però, per le aziende può risultare rischioso. Perché?
– una parte del pubblico, dei fornitori, dei dipendenti si può allontanare dal brand, in quanto può trovarsi in disaccordo con le scelte fatte;
– si può essere accusati di non far prevalere le proprie ragioni;
– alcune aziende internazionali devono gestire mercati di diversa natura;
– bisogna mantenere coerenza con le scelte che si fanno.
📌 Chi resta coerente ottiene come premio la fiducia e quando c’è fiducia tra persone e imprese, le cose accadono meglio:
la marca può essere scelta più facilmente, un consumatore può essere disposto a pagare un prezzo premium e anche a perdonare quando il brand commette un errore.
📌 Oggi, dunque, diventa basilare per le imprese effettuare un cambio di paradigma: da Business to Consumer a Business to Citizens, ovvero un business che si riferisce ad una comunità più ampia, fatta di persone — non solo di consumatori — che nutrono aspettative importanti.
📌 Chiesa, Stato e scuola sono le istituzioni che hanno fondato la nostra società, ma ora anche i brand fanno parte della nostra quotidianità.
C’è quindi una richiesta delle persone alle aziende di andare oltre la semplice produzione di beni e servizi e di diventare qualcosa di più: diventare delle ‘istituzioni’ che con il loro impegno si assumono la responsabilità di ciò che fanno e di chi sono realmente.
Le imprese devono scegliere se agire o non agire, non possono pensare di restare neutrali di fronte a certi temi.
Se decidono di agire, non basta però una semplice campagna di marketing.
💡 Un brand che si vuole definire realmente civico dovrebbe:
📍 agire partendo dai suoi dipendenti e garantendo loro una determinata qualità di vita.
Questo permette di creare una connessione che è fondamentale per iniziare a generare fiducia.
📍 essere trasparente anche quando commette errori. Gli errori possono esserci, l’importante è creare un dialogo chiaro e coerente con le persone.
📍 non trattare le persone come consumatori ma come interlocutori, ovvero come qualcuno con cui creare un rapporto alla pari. Le persone vogliono far parte del gioco e desiderano agire insieme all’azienda.
Concludendo:
“Niente paura, potete ancora fare soldi. A patto che non sia l’unica cosa che avete in mente”. (Cluetrain Manifesto #80)
